Se lavori con la grafica, la stampa o semplicemente vuoi realizzare un progetto visivo che non perda qualità, ti sarai chiesto almeno una volta: “Ma quale formato devo usare?”. Tra PDF, EPS, JPG, PNG e tanti altri, scegliere quello giusto può fare la differenza tra una grafica nitida e professionale oppure un disastro fatto di immagini sgranate e colori sbagliati.
In questa guida ti spiego in modo semplice, chiaro e completo i principali formati di stampa, le loro caratteristiche, quando usarli e quando invece evitarli. Alla fine avrai una bussola pratica da seguire per non sbagliare mai più.

Perché è importante scegliere il formato giusto (formati di stampa)
Il formato di un file non è solo un dettaglio tecnico: è la chiave per garantire che il tuo lavoro arrivi in tipografia senza sorprese. Ogni formato ha le sue regole:
- c’è quello perfetto per mantenere i testi nitidi;
- quello pensato per salvare immagini senza perdita di qualità;
- quello ottimo per il web ma da evitare in stampa.
Un grafico professionista sa bene che un errore di formato può compromettere un intero progetto: loghi che diventano sfocati, volantini stampati con pixel visibili, biglietti da visita con colori alterati.
Ecco perché conoscere bene PDF, EPS, JPG e PNG è fondamentale.
PDF: il re della stampa professionale
Cos’è
Il PDF (Portable Document Format) è senza dubbio il formato più amato da tipografi e stampatori. È nato per mantenere intatta la grafica su qualsiasi dispositivo o sistema operativo.
Perché usarlo
- Mantiene layout e testi intatti: perfetto per volantini, brochure, cataloghi, biglietti da visita.
- Compatibilità universale: qualunque tipografia lo accetta.
- Gestione dei livelli e dei font: puoi incorporare i font per non rischiare sostituzioni.
- Supporta i profili colore CMYK: fondamentali per la stampa.
Quando evitarlo
Perfetto per la consegna finale, ma non è il più adatto per lavorazioni intermedie. Se devi passare un file a un altro grafico che deve modificarlo in profondità, meglio usare formati modificabili (come AI o PSD).
📌 Usalo per: file finali da inviare in tipografia, lavori pronti per la stampa, progetti complessi con testi e immagini.
EPS: il formato vettoriale per eccellenza
Cos’è
L’EPS (Encapsulated PostScript) è un formato storico del mondo della grafica. Oggi è meno usato rispetto al passato, ma resta fondamentale per loghi e grafiche vettoriali.
Perché usarlo
- È vettoriale: quindi la grafica resta sempre nitida, indipendentemente dalle dimensioni.
- Perfetto per i loghi: se stampi su gadget, insegne o materiali molto grandi, il logo in EPS non perderà qualità.
- Compatibilità con tipografie e software professionali.
Quando evitarlo
- Non è indicato per fotografie o immagini raster.
- Alcuni software moderni preferiscono il formato AI o PDF.
📌 Usalo per: loghi, illustrazioni vettoriali, grafiche che devono scalare su grandi formati.
JPG: pratico ma rischioso
Cos’è
Il JPG (o JPEG) è forse il formato più conosciuto al mondo. È il classico formato delle foto che scattiamo con lo smartphone o scarichiamo dal web.
Perché usarlo
- Compatibile ovunque: tutti i dispositivi leggono i JPG.
- Perfetto per il web: siti, blog, social.
- Dimensioni ridotte: grazie alla compressione, occupa poco spazio.
Quando evitarlo
- Perdita di qualità: il JPG è un formato compresso, quindi ogni volta che lo salvi perdi dettagli.
- Non supporta la trasparenza.
- Non è il massimo per la stampa: se il file non è ad altissima risoluzione, rischi di stampare immagini pixelate.
📌 Usalo per: foto per il web, bozze veloci, anteprime. Evitalo per file di stampa definitiva.
PNG: il formato con trasparenza
Cos’è
Il PNG (Portable Network Graphics) è un formato raster che conserva immagini di qualità con la possibilità di mantenere lo sfondo trasparente.
Perché usarlo
- Supporta la trasparenza: fondamentale per loghi o grafiche da sovrapporre.
- Qualità superiore al JPG: non perde dettagli ogni volta che salvi.
- Ideale per il digitale: social, siti, presentazioni.
Quando evitarlo
- I file PNG possono essere molto pesanti.
- Non è pensato per la stampa professionale (non gestisce bene il CMYK).
📌 Usalo per: loghi digitali, immagini con sfondo trasparente, grafiche per il web.
E gli altri formati?
Oltre ai quattro principali, ci sono anche:
- TIFF: eccellente per la stampa fotografica di alta qualità (ma file molto pesanti).
- AI: il formato nativo di Adobe Illustrator, ottimo per lavorazioni vettoriali (da convertire in PDF per la stampa).
- PSD: il formato di Photoshop, utile in fase di lavoro ma da evitare come file finale.
Tabella riassuntiva
| Formato | Vantaggi | Svantaggi | Uso ideale |
|---|---|---|---|
| Universale, supporta testi, immagini e CMYK | Non sempre modificabile facilmente | File finali per stampa | |
| EPS | Vettoriale, scalabile all’infinito | Non adatto a foto, meno usato oggi | Loghi e grafiche vettoriali |
| JPG | Leggero, compatibile ovunque | Perdita di qualità, niente trasparenza | Foto e web |
| PNG | Trasparenza, alta qualità digitale | File pesanti, non ottimo per stampa | Web, loghi digitali |
| TIFF | Qualità fotografica altissima | File enormi | Stampa fotografica |
Consiglio finale: la regola d’oro dei formati
- Per la stampa → PDF è il re, EPS per loghi vettoriali, TIFF per foto professionali.
- Per il digitale → JPG per foto leggere, PNG per grafiche con trasparenza.
- Mai improvvisare: scegli sempre il formato in base all’uso finale, così eviti errori costosi e risultati scadenti.
Conclusione
Ora sai esattamente quando usare PDF, EPS, JPG e PNG. Ricorda: non esiste un formato “migliore in assoluto”, ma quello giusto per ogni situazione. Con questa guida avrai sempre la risposta pronta e potrai presentarti in tipografia con file impeccabili, senza ansia da stampa.
La grafica è creatività, sì, ma anche tecnica. E saper dominare i formati significa fare un salto di qualità enorme nella percezione del tuo lavoro.






